Sorano, l’antico borgo scavato nel tufo

Sorano

Sorano, con Sovana e Pitigliano, fa parte delle città del tufo della Maremma toscana.

Anche Sorano, come Pitigliano, sorge su un pianoro tufaceo sopraelevato, situato a circa 400 metri. Questi pianori, creati dall’attività vulcanica, furono ricoperti negli anni dalle ceneri che crearono varie stratificazioni.

E anche Sorano è non solo costruita, ma anche scavata nel tufo. Il tufo è infatti un materiale facile da scavare e scolpire e questo ha fatto sì che, già in epoca etrusca, venissero scavate tombe e tantissimi cunicoli. Alcuni si collegavano tra loro, altri portavano al fiume giù a valle, altri alla fortezza. Le tombe con gli anni furono trasformate nelle cantine delle abitazioni che vennero costruite sopra. Alcune cantine si trovano ad una profondità anche di cinquanta metri, sprofondate nella roccia che sostiene Sorano.

Sorano ha origini etrusche come tutta la zona che la circonda. In quel tempo, così come nel periodo romano, è però un centro minore e cresce all’ombra della vicina Sovana, situazione inversa rispetto ai nostri giorni.

Acquisisce importanza solo nel 862 A.C. quando nasce la Contea degli Aldobrandeschi che lo trasformarono in un borgo difensivo con alte mura che, ancora oggi, racchiudono il borgo. La sua posizione, così in alto su uno sperone, si prestava ad essere inespugnabile. Le mura conglobavano a tratti delle abitazioni, a tratti la roccia naturale.

Passò poi sotto gli Orsini che risiedevano a Pitigliano, ma costruirono qui una splendida fortezza, poi ai Medici e successivamente ai Lorena.

Al borgo di Sorano si può accedere tramite due porte: la Porta di Sopra, o Arco del Ferrini, e la Porta di Sotto, o Porta dei Merli.

Prima di accedere dalla Porta di Sopra, sulla sinistra c’è Piazza Busatti con un sistema di archi aperti da cui si gode di un panorama strepitoso sui boschi che circondano Sorano.

Appena si passa la porta, e si inizia a percorrere Via Selvi, si entra in un altro mondo, più antico.

Le case di Sorano sono affascinanti. Sono tutte diverse, così come non c’è una porta o portale uguale. I muri del centro sono pieni di aperture di varie forme, archi e sottopassaggi.

Ha un aspetto decadente rispetto al centro storico di Pitigliano, oggi completamente restaurato.
Ma forse il suo fascino sta proprio in questo.
Passeggiando per i suoi vicoli sembra un po’ di tornare indietro nel tempo. I muri vissuti, i portali di pietra, le feritoie di finestre e archi sopra ai portoni lavorati in ferro battuto in disegni elaborati. Tutto contribuisce all’atmosfera d’altri tempi.

Da Via Selvi si dirama sulla destra Via del Ghetto che porta nel quartiere omonimo.
Anche la storia di Sorano, come Pitigliano, è legata alla storia degli ebrei.

La comunità ebraica rimase a Sorano per quasi 300 anni, dal 1500 al 1800. Nonostante questo, è molto meno nota di quella di Pitigliano e poco se ne è parlato negli scritti.

Sappiamo che risiedevano ebrei a Sorano per certo nel 1562 perché nelle carte di un processo a Niccolò Orsini, c’è scritto che aveva una concubina ebrea, tale Brunetta, figlia di ebrea benestante.

Nel 1569 gli ebrei vennero mandati via dallo Stato Pontificio e in molti si rifugiarono nelle terre confinanti dell’Etruria, terre soggette al potere assoluto dei Conti Orsini che aveva un atteggiamento liberale verso gli ebrei.
Pitigliano, Sorano e Sovana, vennero definite le tre città rifugio ed entrarono nella storia degli ebrei in Italia.

Da un documento del 1608 sappiamo che vivevano a Sorano 61 ebrei, suddivisi in 15 famiglie.

Con il passaggio di Sorano sotto i Medici le cose cambiarono radicalmente. Nel 1619 il Granduca decise di creare un quartiere chiuso per gli ebrei. Si scelse un quartiere un po’ defilato che non si potesse vedere dalle chiese e dai percorsi delle processioni.

Così nacque il quartiere Ghetto che possiamo vedere ancora oggi. L’unica porta da cui si poteva accedere era la Porta di sotto. All’ingresso del quartiere si vedono ancora i segni dei cardini su cui ruotava il portone che chiudeva il ghetto all’imbrunire per poi riaprirlo al mattino.

In quel tempo gli ebrei dovevano essere riconoscibili. Gli uomini dovevano indossare un berretto rosso e le donne avere una manica rossa.

Pur se rinchiusi, gli ebrei continuarono a possedere inizialmente beni materiali e diverse case del ghetto. Commerciavano soprattutto stoffe, pannine e drappi guarniti di seta, oro e argento. Conciavano le pelli e c’erano dei calzolai. Vendevano spezie, metalli lavorati e legno. C’era un medico ed una scuola.

Gli ebrei erano però costretti a pagare pesanti tasse per la costruzione della Fonte e la retribuzione del capo della polizia e presto alcune famiglie non riuscirono più a rispettare le scadenze. Molti lavoravano poco perché non avevano clienti fuori dal ghetto. Per esempio i cristiani non si potevano far curare da un medico ebreo e la chiesa chiedeva ai propri fedeli di non intrattenersi con loro per nessuna faccenda.

Diversamente da quanto avvenne a Pitigliano, qui gli ebrei non furono forse così benvoluti da tutti. Infatti nei Capitoli degli anni 1619-1626 compare il divieto di offendere gli ebrei, dicitura che mancava negli analoghi Capitoli relativi a Pitigliano.

Nel 700′ ormai erano rimaste solo poche famiglie che vivevano di lavori di cucito. Nel 1777 risultavano solo due famiglie ebree a Sorano.

Oggi poco resta a segnare il loro passaggio. C’è il ghetto ed una piccola sinagoga restaurata e utilizzata per delle mostre.

Rimangono invece le testimonianze del Medioevo e del passaggio delle due famiglie nobiliari più importanti.

Il Masso Leopoldino, o Rocca Vecchia, con la torre dell’orologio, già presente in epoca medievale, costituisce il primo nucleo della fortificazione difensiva a cui poi si aggiunsero le mura e la Fortezza Orsini. Sopra c’è oggi una terrazza panoramica.

Quest’ultima, costruita su una precedente Rocca degli Aldobrandeschi, è un’imponente fortificazione che fu capace di resistere a innumerevoli assedi. Oggi è sede del Museo del Medioevo e del Rinascimento.

A Sorano ci sono anche diverse sorgenti calde con acque benefiche termali note fin dal Medioevo. È di questo periodo infatti, la Pieve di Santa Maria dell’Aquila, costruita proprio su una delle sorgenti. L’antica piscina, chiamata Il Bagno dei Frati è del XV secolo. Alimentata da due sorgenti che arrivano direttamente nella vasca, era usata dai frati che vivevano nella Pieve. In seguito anche le famiglie nobiliari degli Aldobrandeschi e degli Orsini vennero qui a fare il bagno. La vasca venne poi abbandonata e solo una ventina d’anni fa fu recuperata e annessa ad un moderno stabilimento termale.

Nei dintorni da vedere c’è Sovana, borgo piccolo ma imperdibile, il Parco archeologico Città del Tufo dove si possono visitare diverse necropoli e tombe e il villaggio rupestre Vitozza costituito da oltre 200 grotte un tempo abitate. Inoltre da vedere le misteriose Vie Cave, percorsi stretti a cielo aperto, ricavati tagliando la pietra tufacea. Oggi alti anche 20 metri ed usati come percorsi di trekking, ancora oggi non si conosce bene la loro funzione nell’antichità.

Insomma, non mancano certo i motivi per visitare questo bel borgo!

  1. Non ho mai visitato Sorano, Sovana e Pitigliano ma dal tuo racconto penso sia un tour dei borghi eccellente!!! Un salto nel passato per un viaggio d’altri tempi sorprendente

  2. Come sempre grazie a te scopro luoghi mai banali e davvero interessanti: non conoscevo Sorano e se c’è di mezzo il tufo allora lo devo assolutamente vedere! Prossimo viaggio in Toscana: Sorano!

  3. E via un altro paese nella lisa dei paesi da visitare. Devo ammettere che la storia che hai raccontato degli Ebrei mi incuriosito molto, come del resto tutte le storie di transizioni e passaggi dei popoli mondiali. Mi affascina immaginare la vita storica dei nostri avi.
    Grazie. Mi sono anche iscritto alla newsletter.
    Ciao

  4. Meraviglioso borgo con una storia affascinante. Oltre che a una importante storia etrusca, questo borgo ha una interessante storia recente. Vale la pena farci un giro, anche per le sorgenti benefiche!

  5. La foto mi ha lasciato a bocca aperta! Non conosco la zona ma la metto tra le destinazioni future! Trovo magnifico visitare questi luoghi che mi fanno sempre pensare a com’era un tempo

  6. Questi luoghi sono meravigliosi, un mix affascinante di architettura, archeologia (ci sono delle incredibili vestigia etrusche nei dintorni) e natura, e tu descrivi benissimo la bellezza e la storia di Sorano. Complimenti!

    1. Sì in Toscana di certo non mancano i borghi da visitare e sono tutti bellissimi. Questa zona è un po’ particolare per il suo legame sia con gli etruschi che con gli ebrei.

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