Il Makha Bucha e le sue scenografiche celebrazioni

Il Makha Bucha in Thailandia

Venerdì 26 febbraio in Thailandia sarà Makha Bucha, o Magha Puja, una delle feste buddhiste più importanti.

Le celebrazioni sono di grande fascino. In particolare quelle svolte al tempio Wat Phra Dhammakaya, alla periferia di Bangkok, per la spettacolarità della coreografia messa in atto dalle migliaia di monaci presenti.

Il tempio stesso contribuisce sicuramente alla scenografia. Fra i 150 edifici che fanno parte di quello che è il tempio buddhista più grande al mondo, spicca una cupola dorata che fa pensare quasi ad un’astronave. D’altronde risponde anche nella struttura a quello che viene chiamato il volto del buddismo thailandese moderno poiché, anche il buddismo che si pratica ed insegna al tempio Wat Phra Dhammakaya, si è adattato ai tempi di oggi.

La cupola dorata, il Dhammakaya Cetiya, alta 32 metri e con un diametro di 108 metri, è ricoperta da ben 300.000 statue di Buddha in dimensioni umane a simboleggiare che, per raggiungere la pace nel mondo, non basta l’azione di un singolo uomo ma di tutti. Ogni statua rappresenta infatti chi ha contribuito alla costruzione del tempio e porta il suo nome incisa alla base. All’interno della cupola ci sono poi altre 700.000 statue di Buddha e un grande Buddha centrale di 4,5 m realizzato in argento.

La cupola è costruita su una base circolare che simboleggia la diffusione del Dharma e può ospitare 10.000 monaci. L’area all’aperto tutto intorno può accogliere invece 600.000 fedeli!

Durante le celebrazioni per il Makha Bucha, i monaci si siedono ordinatamente con a fianco una boule di vetro con una candela accesa. Questo, insieme alle vesti arancioni dei monaci, all’ordine maniacale delle file e allo sfondo della pagoda d’oro, crea uno spettacolo davvero molto suggestivo.

monaci bambini nel Makha Bucha
photo credits Jorge Silva/Reuters

Questa celebrazione ricorda due momenti molti importanti della storia del buddhismo.

Il primo, avvenne dopo nove mesi che il Buddha aveva raggiunto l’Illuminazione e iniziato a predicare.
Nel giorno della luna piena del terzo mese lunare, senza che nessuno li avesse convocati e senza essersi messi d’accordo, 1250 arahant, i suoi discepoli che avevano raggiunto l’Illuminazione, si recarono dal Buddha nel bosco di bambù di Veḷuvana, nel nord dell’India. Questi pensò che fosse un avvenimento eccezionale e decise di pronunciare proprio quel giorno l’Ovada-Patimokkha Gatha, il discorso con il quale enunciò i principi del buddhismo, il Dhamma, la prima costituzione delle leggi buddhiste.

In quello stesso giorno, Buddha, ordinò monaci tutti i discepoli intervenuti affinché andassero a predicare ovunque i principi del buddismo.

Questi principi sono:

  • non fare del male
  • pratica una vita sana fai buone azioni
  • fai meditazione

Makha Bucha ricorda anche il giorno, sempre di luna piena del terzo mese lunare, in cui Buddha annunciò che, tre mesi dopo, sarebbe morto.

È quindi una data ricorrente nella storia del buddhismo e, per questo, estremamente importante.

Fu il re Rama IV ad istituire questo giorno di celebrazioni ben 150 anni fa.

Nel giorno di Makha Bucha, i fedeli devono recarsi al tempio di buon mattino per pregare e donare cibo mettendolo nella grande ciotola rotondeggiante che usano i monaci.

Durante la giornata, devono comportarsi in maniera esemplare rinunciando all’alcool e agli atti immorali, distaccandosi dai beni materiali e meditando.

Di sera poi torneranno di nuovo al tempio per partecipare al Wien Thien, una speciale processione che si compie in quasi tutte le grandi celebrazioni buddhiste.

I fedeli percorrono, insieme ai monaci, tre giri in senso orario intorno alla Sala delle Ordinazioni pregando e cantando. In mano tengono una candela, tre incensi ed un fiore.

processione del Wien Thien durante il Makha Bucha
photo credits John Shedrick

La candela simboleggia l’illuminazione, mentre i tre incensi rappresentano il Buddha, il Dharma (le leggi) e il Sangha (coloro che hanno raggiunto l’illuminazione). Il fiore, quasi sempre un bocciolo di loto, rappresenta la purezza degli insegnamenti.

Alcuni fedeli, in occasione del Makha Bucha, decidono di passare nei templi qualche giorno per partecipare alle preghiere e alle meditazioni. Li si può riconoscere perché vestono completamente di bianco.

Il Makha Bucha non si festeggia solo in Thailandia, ma in altri paesi del sud-est asiatico come Cambogia e Myanmar, dove prende il nome di Tabaung Festival.

Visitare questi paesi durante le grandi celebrazioni, aggiunge sempre grande valore al viaggio!

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  1. Non conoscevo questa festa buddista, posso solo immaginare quanto sia suggestiva in un luogo così tutto a lume di candela. La pratica di vestirsi di bianco la conoscevo tramite una mia amica che ha avuto la possibilità di vivere alcuni mesi in Thailandia e me l’aveva raccontata, chissà sarà simbolo di purezza il bianco come da noi?

  2. Il buddhismo mi ha sempre affascinata un sacco; infatti adoro viaggiare nei paesi dove si pratica questa religione. Mi piacerebbe molto assistere alle celebrazioni che hai descritto nel tuo articolo!

  3. Siamo stati in Thailandia due anni fa e ce ne siamo innamorati. La nostra guida era stata Monaco Buddhista per 8 anni e quindi ci ha spiegato tanto della filosofia buddista. Deve essere affascinante poter partecipare a questi evento

  4. Che esperienza unica dev’essere assistere alle celebrazioni del Makha Bucha tailandese. Non conoscevo questa festività ed è stato molto interessante scoprire un altro aspetto di questa cultura.

  5. Non so quasi nulla di buddismo e sono arrivata qui attirata dal fascino e dalla bellezza della foto. Ci sono veramente mille cose da conoscere intorno a noi. Grazie per avermene mostrato una.

  6. Conosco Conosco questa festa solo di nome e per le foto che ho visto su libri e web. Deve essere molto suggestiva e scenografica, perfetta per l’obiettivo di un fotografo. Il suo messaggio è meraviglioso e fondamentale per il mondo. Dovremmo “importare” un po’ di questi propositi.

  7. Interessantissimo! Non conoscevo questa celebrazione e ti ringrazio per avermene fatto scoprire i retroscena. Immagino che assistere alle preghiere dei monaci nella suggestiva cornice del tempio e dei lumini sia un’esperienza unica

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